Prendersi cura della terra è una delle esperienze più semplici e, allo stesso tempo, più profonde proposte a Villa San Antonio. Nell’orto e negli spazi verdi della comunità gli ospiti possono seminare, annaffiare, trapiantare e raccogliere i frutti del proprio lavoro, accompagnati dagli operatori in ogni fase del percorso.
La giornata inizia spesso con piccoli gesti: controllare le piante, togliere qualche erbaccia, sistemare i vasi, riempire gli annaffiatoi. Sono azioni apparentemente banali, ma che richiedono continuità, responsabilità e capacità di prendersi un impegno quotidiano.
Vedere una pianta crescere con costanza aiuta a fare esperienza del tempo e della pazienza, valori spesso messi alla prova dalla sintomatologia psichiatrica.
L’orto diventa così uno spazio di osservazione, di silenzio e di ritmo più lento, dove le persone possono riconnettersi con il proprio corpo e con l’ambiente. I profumi, i colori, il contatto con la terra stimolano i sensi e favoriscono un senso di calma e radicamento.
Quando arrivano i primi raccolti, il lavoro si trasforma in condivisione. Le verdure e le erbe aromatiche coltivate insieme vengono utilizzate in cucina per preparare piatti semplici, che diventano occasione per parlare di alimentazione equilibrata e autonomia domestica. L’esperienza dell’orto terapeutico non si esaurisce quindi nel momento della cura delle piante, ma si integra nella vita quotidiana della comunità, rafforzando il legame tra attività riabilitative e bisogni reali delle persone.

